incasinata:

Tutto ciò che avrei voluto, era sentirmi speciale e sentirmi scelta.

incasinata:

Tutto ciò che avrei voluto, era sentirmi speciale e sentirmi scelta.

(Rebloggato da incasinata)

’ I poeti erigono castelli in aria, i pazzi li abitano, e qualcuno, nella vita reale, riscuote l’affitto ‘

Jordi Sierra i Fabra, Kafka e la bambola viaggiatrice

(Fonte: rondinebianca)

(Rebloggato da itshardtonevermind)

redbreathless:

Se non sei tu l’amore, l’amore non esiste

(Fonte: persuasione)

(Rebloggato da allascopertadellestelle)
Come un libro
Prendimi, sfogliami e leggimi, annusami ed emozionati, impara e tieniti stretto un bel ricordo. Poi riponimi nello scaffale con
l’etichetta “Storia” ché lo sappiamo bene entrambi che nell’Attualità non ci posso stare.
(Rebloggato da lunaspina)

La solitudine dei numeri primi

La solitudine è quella cosa che ti prende la domenica, in attesa delle 18 quando avrai un impegno di cui faresti a meno ma che c’è e ringrazi Dio per questo, e sono quasi le due e tutto a un tratto ti rendi conto di che scelte di merda hai fatto nella tua vita.

La solitudine è quella cosa per cui non hai pranzato e non pranzerai e ti rifugi con un libro nel letto, ma le lacrime non ti fanno leggere, e nemmeno vuoi piangere davvero perché poi ti si gonfiano le palpebre e non hai più sedici anni, e non è vero che piangere fa gli occhi belli.

È rendersi conto che no, non hai una famiglia, né d’origine né ricostruita, perché le hai buttate nel cesso tutte, le possibili famiglie, in nome di un battito di cuore, come fosse una cosa che può durare, un battuto di cuore.

È rendersi conto che le parole non bastano, sopratutto quelle che non ricevi.

È sentire che non solo sei dentro una gabbia da cui non sai uscire, ma che non è nemmeno una gabbia dorata piena di cose belle, ma un posto stretto in cui non stai bene, eppure è l’unico posto che hai, perché il resto non esiste.

La solitudine è sentire in fondo a ogni sorriso sospiro e brivido profuso, che il resto, banalmente, non esiste.

E che non hai nemmeno più l’età per romperti il cuore in così tanti pezzi, perché sei diventata più fragile, mentre correvi di qua e di là a caccia d’amore.

Sei diventata più fragile e nemmeno te ne sei accorta. Così fragile da pensare che è meglio una vita così, grigia e triste e con la luce accesa la sera, quando rientri a casa, piuttosto che il solito volo in mezzo alle emozioni che ti lascia stremata e bisognosa di cure, senza nessuno che te le dia, le cure di cui hai bisogno.

Con tutti che ne approfittano perché di solito ti presenti come una che sa cavarsela da sé; e nessuno che si accorge che anche basta, non hai più voglia di cavartela da te.

La solitudine sono i mille compromessi a cui cedi tra te e te quando giustifichi le mancanze altrui, e ti trovi a battere i piedi come una bambina perché vuoi amore, cazzo, amore e attenzioni e nessuno che capisca quanto, porca puttana quanto, e già mentre fai capricci ti sgridi per niente bonariamente in nome della donna che vuoi essere e non sei.

La solitudine è non esistere, come oggi, e sapere con certezza che non se ne accorge nessuno.

E mi sono impigliata fra i tuoi respiri.
Isabel De Santis (via ninfadora88)

(Fonte: nerodesiderio)

(Rebloggato da ninfadora88)

DEVO FARCELA, DEVO PER FORZA!PER ME, PER VOI…

pantherain:

“Lo sguardo è una scelta.
Chi guarda decide di soffermarsi su una determinata cosa e di escludere dunque dall’attenzione il resto del proprio campo visivo. In questo senso lo sguardo, che è l’essenza della vita, è prima di tutto un rifiuto. 
Vivere vuol dire rifiutare.
L’unica scelta sbagliata è quella di non fare una scelta”.

A. Nothomb 

(Rebloggato da pantherain)
Sapessi che felicità mi da, l’idea di non vederti più, l’idea di non fidarmi più qualsiasi cosa mi dirai.
Sapessi che felicità mi da, l’idea di non toccarti più, l’idea di non seguirti più in tutto ciò che fai.
Ho messo le mani in tasca ed ho sputato sulla tavola: “Buon appetito amore mio”.
Dente (via michiamanoacida)
(Rebloggato da la-ale-qui)
Il desiderio agisce come il vento. Senza uno sforzo apparente. Se si ritrova con le vele spiegate ci trascinerà a velocità vertiginosa. Se porte e finestre sono sbarrate, ci sbatterà contro per un po’ cercando crepe o fessure che gli permettano di infiltrarsi.
Ma c’è un altro genere di desiderio, astratto, sconcertante, che ci avvolge come uno stato d’animo. Annuncia che siamo pronti e non ci resta che attendere, una volta spiegate le vele, che soffi il vento. E’ il desiderio di desiderare.
(Rebloggato da violetmaya)